Il più meglio

Eccolo finalmente.

Il top(pone, data la mole) di gamma Forrest.

Il Supreme Reference.

Tutto è esagerato in questo powercord, ad iniziare dalla geometria.

Sviluppo simmetrico con sei (6) eliche concatenate a passo progressivo in ragione del raggio per un totale di 12 conduttori (!!).

Così composto, la sezione complessiva sfiora i 3,5 cm.

N-Helix l’ho denominata e non è altro che la D-Helix già presente nel Nero, con le prestazioni che sappiamo, qui esasperata al massimo delle sue potenzialità.

Ho davvero rischiato un ricovero in un centro d’igiene mentale stavolta per riuscire dapprima a concepirla con le misure una follia del genere, determinando l’opportuno dimensionamento dei conduttori, ma poi a realizzarla…. da pazzi, vi dico.

In queste condizioni, ogni parametro della riproduzione audio viene proposto su livelli che definirei non meno che lo stato dell’arte. Si fa davvero fatica a riconoscere l’apparecchio (e soprattutto i propri dischi…) non appena inserito questo powercord.

La dinamica è il parametro sicuramente più impressionante, da ciò ne consegue un’esposizione così reale e vicina all’evento reale come davvero raramente mi è capitato di ascoltare, se non su sistemi ad alta efficienza da nababbi.

I legni dei violini, le pelli delle percussioni, il ticchettio delle bacchette hanno adesso una consistenza che ha dell’incredibile.

Coinvolgente, emozionante, quasi commovente. Il mio pre (che ho usato come test, essendo l’elettronica più critica, cuore di ogni sistema audio) improvvisamente ha cambiato volto. Mi sono ritrovato letteralmente un’altro apparecchio di parecchie spanne più su come classe.

Impressioni pienamente confermate da chiunque finora si sia prestato al confronto.

In sintesi?

Il mio capolavoro e senza dubbio l’apoteosi del mondo Forrest.

Supremo.

In… Forrest

IN… FORREST!

Un tantino inquietante, nevvero?

Tuttavia una sottile metafora è sottesa in quest’ultimo mio delirio fotografico.

La mia idea di Alta Fedeltà totalmente espressa in questo coso rosso?

O magari è piuttosto il coso rosso che ha sancito un ulteriore step di maturazione nel mio modo di ascoltare la musica?

Il digitale poco (oserei dire, per nulla) digitale introdotto da esso, rimescola non poco le carte in tavola e mette in discussione tanti cliché, scolpiti da tempo come assiomi incontrovertibili.

Eppure ci riesce.

Volevo chiaramente, in fase di progetto, che egli imboccasse questa direzione, essendo rispetto al fratellone Nero, dichiaratamente indirizzato sul digitale.

Ma come diavolo fa a farlo così bene….

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